| PESCARA “SPAZIO DOC” |
| Inviato da Anonimo il 18.04.09 (88 letture) |
 L’ACMA, in collaborazione con la Biblioteca F. Di Giampaolo, Agenzia di Promozione Culturale, Via Regina Margherita n° 6 a Pescara, ) 085 421 0485, organizza quattro appuntamenti dal titolo “SPAZIO DOC” una Rassegna di documentari dell’Archivio del Festival del documentario d’Abruzzo - Premio Internazionale Emilio Lopez.
Le proiezioni si terranno presso la Biblioteca F. Di Giampaolo con ingresso gratuito, nei venerdì pomeriggio del 13 e 27 marzo, 17 aprile e 8 maggio 2009.
Il terzo appuntamento di venerdì 17 aprile, con inizio alle ore 18.00, vedrà la proiezione del lavoro di Simone Del Grosso dal titolo "La malattia dell’arcobaleno. Appunti sul cinema di Luigi Di Gianni".
Introduce la demo-antropologa Adriana Gandolfi Sarà presente l'autore Nell'occasione verrà presentato: LUIGI DI GIANNI PER LA PRIMA VOLTA IN DVD Un cofanetto dedicato all'opera di uno dei più importanti documentaristi italiani, un viaggio antropologico tra mito e mistero nella cultura popolare. Il cinema e la fotografia di Luigi Di Gianni dentro gli aspetti più oscuri e affascinanti della tradizione nel sud Italia; la carriera e la personalità del grande regista viste attraverso l'occhio delicato e profondo di Simone Del Grosso. Due film e un libro, in una nuova concezione editoriale: tre opere speciali, tre contenuti speciali. Cofanetto Luigi Di Gianni: DVD Magia Lucana (1958) di Luigi Di Gianni e La malattia dell'arcobaleno. Appunti sul cinema di Luigi Di Gianni (2005) di Simone Del Grosso in abbinamento con il libro fotografico Il culto della realtà. Luigi Di Gianni Fotografo a cura di Claudio Domini. Magia Lucana (1958) è il primo documentario del regista e prende spunto da una spedizione etnografica capitanata da Ernesto De Martino, per immergere il proprio sguardo nelle profonde suggestioni lucane. (I° Premio del Documentario al Festival di Venezia 1958) A questo storico documentario si accompagna La malattia dell'arcobaleno di Simone Del Grosso, un viaggio tra le location di alcune opere fondamentali di Luigi Di Gianni. In Lucania in compagnia del regista, si materializza lo scenario privilegiato, il “paesaggio dell'anima” che si offre come sfondo delle sue opere più sentite. Completa l'opera il libro fotografico Il culto della realtà. Luigi Di Gianni Fotografo, curato da Claudio Domini ed edito dalla Associazione Culturale Il Nodo di Trieste, catalogo della mostra fotografica "Luigi di Gianni. Il culto della realtà", organizzata in occasione della prima edizione del NodoDocFest. INFO alla pagina http://www.webacma.it/2009/spazio_doc.htm |
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Altre versioni in INIZIATIVE
| Lo Huge Wine Glass e i Giochi del Mediterraneo |
| Inviato da apo il 28.02.09 (161 letture) |
 Che dispiacere! Vedere un’opera costata così tanto, spaccarsi in due, proprio nella piazza principale di Pescara, ad una manciata di mesi dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo! C’è da dire che da quando quest’opera è stata pensata, è divenuta subito oggetto di polemiche e ostacoli. A me, invece è piaciuta. Anche molto. Innanzitutto perchè è una testimonianza della nostra epoca. Un’orma del nostro passaggio. E Pescara sempre più crocevia dei lavori e della cultura abruzzese non poteva mancare di esprimere se stessa attraverso un'opera, moderna ed innovativa, che la caratterizzasse. L’apprezzo perché in generale l’arte è formazione, consente di coltivare l’animo umano. E la presenza di un’opera di Toyo Ito, inevitabilmente stimola il dibattito culturale tra i cittadini, raffina le menti e conduce ad esplorare ulteriori percorsi artistici. Insomma, un investimento per “Pescara città colta” e un ambiente culturalmente ancora più vivo. Poi guardiamo anche i ritorni in termini di flussi turistici: basta fare una ricerca su google o yahoo per accorgersi di quanto lo Huge Wine Glass abbia aumentato i link, dai siti di tutto il mondo, verso la città di Pescara. Ed infine, ma non meno importante, teniamo conto, sul serio, che la prossima estate, con i Giochi del Mediterraneo Pescara sarà invasa da migliaia di giovani, che racconteranno nel mondo le bellezze e l’accoglienza che avranno trovato nelle nostre città. Quindi era giusto investire dei soldi anche su questo, perché è in gioco il volto della città di Pescara nel mondo, nei prossimi anni. Certo, a qualcuno la realizzazione può non piacere. Ma teniamo conto che, innanzitutto era da evitare un’opera troppo scontata e poi, opere del genere hanno bisogno di un tempo maggiore per poter essere metabolizzate e quindi apprezzate in pieno. Nessuno, d’altro canto, se la sente di mettere in discussione la carica e l’originalità dell’arte di Toyo Ito. Comunque, visto che, ora il blocco si è spaccato in due, facciamo di necessità virtù: nella sua ricostruzione dovrà rispecchiare il modello originale presentato. Non ci dovrà essere la sgradevole opalescenza e stratificazione che non la rende perfettamente trasparente e il calice dovrà sembrare, davvero, deliziosamente sospeso in aria. Ma questo avverrà se maggioranza e opposizione metteranno da parte le diatribe attuali e faranno quadrato intorno alla città di Pescara, muovendosi per ottenere dalla ditta costruttrice una nuova realizzazione con una manifattura decisamente migliore, senza cedere alla facile tentazione di strumentalizzare l’accaduto per meri fini elettorali. Aggiungo: facciano altrettanto per ultimare in tempo il Ponte sul Mare e tutti i cantieri aperti, per sistemare al meglio la città e trarre tutti i benefici possibili da questa importante manifestazione sportiva che abbiamo l’onore di ospitare nei prossimi mesi. E allora, viva Pescara, viva i pescaresi, viva il Ponte sul Mare, viva il Wine Huge Glass. |
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| Stipendi d'oro.. provateci voi! |
| Inviato da Buk1973 il 10.02.09 (237 letture) |
 Lo stipendio di un calciatore da un po’ di anni è diventato argomento di gossip e perdita di tempo più o meno divagante in strampalate discussioni da Bar. La stragrande maggioranza delle persone che affronta l’argomento ritiene di essere a conoscenza delle motivazioni contestuali di contratti così ampiamente ritoccati nel corso delle stagioni calcistiche, in base al numero di goal che un giocatore riesce o meno a fare. Naturalmente il tutto contornato da un’aria di superiorità che fa rabbrividire. Personalmente ritengo che gli stipendi cosiddetti d’oro, hanno un fondamento concreto e reale se associati ad una situazione in cui lo sport è ritenuto un lavoro. Solo e semplicemente un lavoro. Ritengo che le chiacchiere da bar sul lavoro di questi personaggi siano inopportune. Ritenere lo stipendio di un lavoratore, meritevole o meno dello stesso, eccessivo, non può e non deve essere uno strumento per far vergognare (vergognare?) i dipendenti di una società calcistica. Il dipendente in questione ha guadagnato il diritto di chiedere uno stipendio al suo titolare, per le prestazioni che effettua durante il suo contratto, e non vedo perché debba essere condannato ad una gogna pubblica. Con tutto il rispetto per i laureati sparsi tra un ufficio di collocamento e l’altro, tra un co.co.pro ed un contratto a tempo determinato, provateci voi a buttare la palla dentro la rete in serie A. E poi, esistono mestieri in cui delle persone (lavoratori?) che agiscono da intermediari in contrattazioni guadagnano fior di stipendi d’oro, ma chissà perché nessuno ne parla. |
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Altre versioni in Calcio
| Il concetto di "Voto consapevole" fa paurà? |
| Inviato da apo il 06.02.09 (158 letture) |
 Certamente il sistema delle preferenze è tra quelli che maggiormente lasciano nelle mani di noi cittadini la possibilità di selezionare al meglio e secondo le nostre volontà, la classe politica che ci dovrà amministrare. In contrapposizione al sistema delle nomine partitiche è certamente espressione di maggiore democrazia. Ma non basta. Questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente ad assicurare un coinvolgimento reale dei cittadini nei processi di scelta e selezione della classe politica. Vi spiego il mio ragionamento invitandovi ad una riflessione. Nelle ultime elezioni politiche, vigeva il sistema delle nomine partitiche nelle liste. Vi sembra che il parlamento sia stato davvero totalmente rinnovato? No, non sembra proprio. Appare evidente che sia con il sistema delle preferenze che con quello delle nomine, gli eletti sono sempre gli stessi. A prescindere da meriti e da colpe. Da capacità amministrative e politiche e da analoghe incapacità. Nel caso delle preferenze, vengono eletti quei personaggi politici che hanno reti e maglie ovunque. (dove trovino il tempo per amministrare bene ed occuparsi dei problemi della gente, è poi un dilemma?) Nel secondo caso vengono eletti... sempre gli stessi! Perchè essendo le segreterie dei partiti a compilare le liste (bloccate) è evidente che il metro di misura per la scelta rimane sempre quello del consenso popolare, legata al numero di tessere prodotte per il partito. Non che questo sia sbagliato. Il consenso è fondamentale. E dove lo mettiamo il merito? Io, per passione, interesse, curiosità, sono tra quelli che si informano sui fatti che accadono nella nostra società, nella politica. Leggo giornali, frequento convegni, incontri, conferenze politiche. Ma vi dico il vero, se voi mi chiedete se io mi senta, davvero in grado di valutare oggettivamente l'operato del sindaco di Pescara o del presidente della regione, di un ministro o del presidente del consiglio, io vi rispondo di no. Perchè, innanzitutto al cittadino arriva soltanto una parte di quello che accade nei palazzi e poi perchè, spesso, quello che arriva è anche, volutamente, di difficile comprensione. Ad esempio: l'ex-sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso ha rivoluzionato la città, ma pare abbia contratto anche numerosi debiti. Allora è stato un buon amministratore oppure no? Questo è un esempio, ma è per dire che i cittadini, sebbene si informino e documentino, non hanno sempre la possibilità di valutare correttamente la professionalità e il valore dei propri rappresentanti politici. E chi non si tiene informato? Ancora peggio. E non si può dire... "Che si acculturi, se vuole capire!" Perchè il suo voto deve comunque avere un valore. La democrazia non è mica una oligarchia di intellettuali?! Dove voglio arrivare. A dire che i cittadini devono pretendere, certo, il sistema di voto con le preferenze, ma anche la possibilità di poter esprimere un voto, che io, vorrei definire "consapevole". E come fare? Rendendo il palazzo trasparente. Ma non solo in termini di accessibilità, perchè in questo già lo è. Ma quanto in termini di comprensione. E allora bisogna indurre la politica ad impostare un sistema di verifiche (parola difficile, eh?) e di rendicotanzione dell'attività degli amministratori pubblici, una specie di bilancio annuale della loro attività. Dati oggettivi e valutabili. Quante volte è stato presente in parlamento? Quante volte ha votato? Quanti e quali emendamenti ha realizzato? Quali leggi ha prodotto? E chi più ne ha più ne metta. Oppure nel caso dei sindaci: quanti soldi ha speso? Quanti debiti ha contratto? Quali risultati su questo e quell'altro settore? E' chiaro che, in prima battuta, il sistema di rendicontazione, dovendo essere ideato dagli stessi che dovranno subirlo, sarà volutamente capzioso, ma un pò alla volta migliorerebbe e si renderebbe via via più rispondente allo scopo. Va da sè che la caratteristica essenziale deve essere quella della "comprensibilita" da parte dei cittadini. A tutti e non solo agli addetti ai lavori. Perchè già oggi questi dati sono accessibili, ma sono anche quasi sempre incomprensibili! E allora siamo punto da capo: nelle elezioni conterà soltanto la capacità inbonitrice e ammaliante dei nostri politici e non il loro valore e le loro qualità. Viceversa i cittadini potranno riappropriarsi, nei contenuti e non solo nelle forme, di quello strumento avanzato di democrazia, che è il voto consapevole, e potranno davvero realizzare una vera e propria selezione della classe politica e amministrativa dirigente, sulla base di criteri di merito, valore e capacità, e non sulle capacità di imbonimento degli splendidi ma inutili oratori di cui l'Italia è piena e di cui non abbiamo bisogno. Voi che ne pensate? |
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| Circoli di quartiere |
| Inviato da apo il 27.01.09 (148 letture) |
 Il problema della sicurezza non va affrontato soltanto con la forza. Uno stato che pensa di rendere sicuro il suo territorio ed assicurare l'incolumità dei suoi cittadini, non può illudere se stesso. Io credo che lo stato, non solo ha il dovere di difendere i suoi cittadini da omicidi, stupri, violenze e furti, ma ha anche tutto il potere e gli strumenti per farlo. E' ovvio che se punta solo sull'uso della forza, è uno stato perdente in partenza. Deve invece agire su prevenzione e profilassi dei reati. Quindi cura dell'istruzione, giustizia certa e efficace, controllo dell'immigrazione, carceri sicuri, lotta al traffico di droga, illuminamento delle strade ed altro. Ma dico di più. Per monitorare il territorio, sarebbero necessari molti più poliziotti, di quanto non ce ne possiamo permettere. E allora io credo che si debbano coinvolgere i cittadini. In tanti e più svariati modi. Ma fra tutte, credo che la funzione più importante che i cittadini possano svolgere ci sia quella del controllo in prima persona del proprio territorio. Ecco perchè io propongo che lo Stato si faccia promotore dell'istituzione dei Circoli di Quartiere, ai quali partecipino cittadini, presidi delle scuole, rappresentanti delle forze dell'ordine, clero e altri esponenti rappresentativi, nei quuali i cittadini possano collettare tutte le informazioni relative al loro quartiere: presenza di individui loschi, traffico di droga, violenze, situazioni a rischio, ecc... Tutte queste informzioni verranno poi raccolte da una centrale operativa e messe a disposizione delle forze dell'ordine che potranno studiare su dati puntuali, aggiornati e capillari, la situazione del territorio e porvi rimedio. Io credo che i cittadini avrebbero tutto l'interesse e l'entusiasmo necessario a svolgere questa importante funzione e il risultato sarebbe quello di individuare in tempi rapidi e precoci, rispetto alla esplosione della violenza, le situazioni a rischio e dare la possibilità alle forze dell'ordine di intervenire in maniera chirurgica. Che ne pensate? |
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Altre versioni in Sicurezza
| Di Pietro e Berlusconi si siedano ad un tavolo |
| Inviato da apo il 22.01.09 (140 letture) |
 Sarebbe meglio che Di Pietro e Berlusconi la smettessero di fare muro contro muro, e si sedessero ad un tavolo per fare la riforma della giustizia. Ne abbiamo bisogno ed è urgente. La giustizia è una materia troppo importante per lasciarla nelle mani di una sola parte politica e sbaglia chi pensa di agitare le piazze per cambiare le cose. Il popolo si è espresso attraverso il voto, ora la politica bisogna farla nelle sedi opportune. Voi credete che sia possibile? |
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Altre versioni in Riforma giustizia
| Soldi spesi bene |
| Inviato da apo il 21.01.09 (177 letture) |
 Credo che i 150 milioni di dollari spesi per il giorno del giuramento di Barack Obama, siano stati spesi bene. Certo, potrebbe sembrare un controsenso, in un momento di crisi e di relativa povertà interplanetaria. Ma innanzitutto quei soldi sono entrati nelle tasche di commercianti, albergatori, bar, ecc. ecc. che quindi ora possono spenderli a loro volta e quindi riattivare il ciclo dei consumi. E poi, principalmente, Obama doveva dare un segnale forte, specie al mondo della finanza e dell'economia, che deve poter contare sul futuro. Ed un presidente come Obama, così fortemente acclamato e sostenuo dal suo popolo, non può che infondere fiducia al mondo intero. Quindi credo che questi soldi siano stati ben impiegati e soprattutto a ragione, per invertire il senso di rotazione di quel circolo vizioso: bassi consumi, bassa produzione industriale, disoccupazione, bassa disponibilità economica, bassi consumi, ecc. La vostra opinione? |
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Altre versioni in Barack Obama
| Spazzatura per deviare l'attenzione? |
| Inviato da giannimea il 20.01.09 (156 letture) |
 Guardando la televisione, dobbiamo ammettere che il 90% dei programmi, per non osare e dire il 99%, è praticamente spazzatura. Tra reality non reali, uomini e donne, amici, isole dei famosi e delle formose, non c'è più neache un programma serio di approfondimento. Anche i documentari sembrano molto faziosi. E perfino dai talk show politici e di attualità, non v'è modo di trarre delle informazioni attendibili. Tutta propaganda. Dimenticavo i telegiornali... ma chi crede più all'informazione data dai tg, specie alcuni! Ma il punto è un altro: perchè tanta tv spazzatura? Io credo che l'assenza di contenuti sia funzionale a tenere il popolo poco istruito e quindi realmente scarsamente vigile su quello che accade, spesso negli ambienti politici. Tutto pianificato e studiato per tenerci buoni e innocui. Ecco perchè non vedo più certi programmi... striscianti. Credo, insomma, che siano dei tentativi di deviare la nostra attenzione dalle cose importanti. E' anche la vostra impressione? |
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Altre versioni in TV e spettacoli
| Stiamo esagerando? |
| Inviato da Administrator il 18.01.09 (163 letture) |
 Non staremo forse esagerando con questa crisi, soprattutto per quanto riguarda l'Europa? E' vero, si sono persi dei posti di lavoro, ma forse semplicemente perchè i media hanno spaventato troppo i piccoli-medi imprenditori che oggi temono di investire denaro su un futuro apparentamente incerto. In Europa l'economia è solidissima, vedi valore dell'Euro. E poi, gli Stati Uniti, per quanto in crisi, non hanno mica azzerato le importazioni?! Tra l'altro ci sono miliardi in arrivo da Obama.. Voi che ne pensate? |
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| La riforma della discordia |
| Inviato da martina il 16.01.09 (133 letture) |
 Abbiamo assistito negli ultimi mesi, e non solo, a cortei, manifestazioni, scioperi tutti organizzati con il solo obiettivo di fermare il decreto Gelmini, convertito in legge il 06 agosto 2008 n. 133. In questo preciso momento tutto tace. Per capire fino in fondo la situazione che stiamo vivendo e per poter esprimere un'opinione obiettiva senza lasciarsi trascinare dai luoghi comuni è bene che ognuno di noi provi a capire la legge e la finanziaria 2008, leggendo il testo integrale. Solo così riusciamo a contrastare chi ci vuole ignoranti e ci giudica dei creduloni influenzati dai sindacati della scuola o peggio da insegnanti fannulloni. Ripercorrere la storia della scuola degli ultimi 50 anni non è facile, perché tanti sono stati i cambiamenti che hanno influito negativamente e, a volte, positivamente sul sistema scuola. Tutte le riforme, le modifiche e ancora riforme sono stati dettate più che dal buon senso dall’ideologia dei partiti e in molti casi per raccogliere consenso tra gli operatori della scuola. Attualmente la maggior parte di noi è interessata a risolvere la situazione difficile in cui ci troviamo. La legge 133 non incide solo su una piccola fetta della nostra società, ma segna profondamente la futura generazione e con essa la famiglia, la società, l’economia, l’educazione, la qualità dell’istruzione e per ultimo i docenti. Quest’ultimi, di sicuro politicamente schierati, hanno tuttavia una visione della scuola e dei cambiamenti che sono in atto molto più reale. Tuttavia essi non hanno avuto spazio di riferire. I telegiornali riportano solo spiacevoli fatti di cronaca e raramente appaiono sui giornali articoli che raccontano la nascita e lo sviluppo di progetti realizzati dai giovani e premiati da svariate commissioni. È un caso? Sono convinta che la politica sia in grado di cambiare la realtà delle cose solo se si pone nella condizione di ascolto, di confronto e non ragioni solo nell’ottica del risparmio. Voi cosa ne pensate? |
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| Meno burocrazia e più bambini salvati? |
| Inviato da annabritti il 15.01.09 (163 letture) |
 Ancora oggi, l'adozione di un bambino in una famiglia è una pratica ricca di cavilli burocratici e procedure amministrative tortuose. Molte coppie, di fronte a simili ostacoli, perdono fiducia ed entusiasmo e lasciano perdere. E un altro bambino rimane senza famiglia. Tra le famiglie, c'è tanta voglia di adozione ma poca flessibilità da parte di un sistema che io ritengo opprimente, da questo punto di vista. Non è forse il caso di rischiare un pò di più, ma almeno salvare dalla solitudine e dall'abbandono molti più bambini e dare loro la possibilità di far parte di una famiglia? |
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| Plutocrazia o governo del popolo? |
| Inviato da Administrator il 14.01.09 (159 letture) |
 La ola generale degli italiani è quella che inneggia al taglio dei costi della politica. Ma cosa si intende precisamente? Tagliare il numero dei politici o tagliare gli stipendi e le tutele dei politici? Dobbiamo far attenzione, perchè se da un lato, è bene che la politica faccia la sua quota di sacrificio, specie in questa fase di crisi e depressione economica, ma è altrettanto incontestabile che le tutele a favore della politica, agiscono principalmente verso quella parte della politica che ha minori disponibilità economiche. I quali, non potrebbero permettersi il "lusso" di fare politica e non potrebbero esporsi alle possibili complicazioni economiche di essere chiamati a rispondere nelle aule del tribunale del proprio operato (ricordando che anche gli amministratori onesti, a volte si ritrovano a doversi difendere e spendere migliaia e migliaia di euro nei processi). Tutto questo condurrebbe ad un ritorno a forme antiche di "plutocrazia". E si, perchè chi potrebbe fare a meno dello stipendio da parlamementare e il parlamentare già ricco, ad esempio. E' questo che la gente vuole? Una classe politica selezionata di persone abbienti che rappresenterebbe poco fedelmente la composizione e gli interessi di tutta la società? Sono questi i rischi? Voi che ne pensate? |
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| Quanto ha influito l'aspetto mediatico nella vicenda? |
| Inviato da Administrator il 09.01.09 (165 letture) |
 Mentre il traffico di utenti, in Europa, in seguito al processo di liberalizzazione avviato, dal 1997 ad oggi, è praticamente raddoppiato, un exploit altrettanto copioso non ha riguardato la nostra compagnia di bandiera. Anzi, per anni, Alitalia ha coonosciuto continue perdite economiche. Ad un certo punto, prossimi al collasso e al fallimento, si è aperta la porta ad una privatizzazione della compagnia. Qualche mese fa, l'ex-presidente del consiglio Prodi, raggiunse quasi un accordo con Air France. Poi ci fu l'intervento nella vicenda dell'allora candidato premier Silvio Berlusconi, che teorizzò la necessità di mantenere Alitalia in mani italiane. Poi ci fu il prestito ponte. Poi CAI. Poi di nuovo Air France. Ieri Bossi, definisce una "stupidaggine" l'eventuale accordo con la compagnia francese. Noi ci chiediamo: quanto ha influito l'aspetto mediatico su questa vicenda? Ci sarebbe stata una evoluzione diversa e magari migliore, nel caso in cui i media avessero dato risalto in maniera più tecnica alla vicenda? Voi che ne pensate? |
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| Troppo distratta! |
| Inviato da Administrator il 06.01.09 (151 letture) |
 Abbiamo tratto dal sito del Corriere della Sera, l'elenco degli articoli più letti nell'ultimo mese: 1 Terremoti in provincia di Reggio Emilia avvertiti in tutto il centro-nord2 La Mondaini dice addio alla tv «Sono stanca e malata» 3 "Carlo mi diceva: amo te, non mia moglie" 4 Corriere della Sera - Aniston nuda su GQ 5 Scientology e la malattia negata: Travolta jr, figlio mai cresciuto 6 Battiato canta e poi sbotta: stronzi nazisti 7 Roma, notte di paura per il Tevere 8 «Mi hanno cacciato da La Corrida La mia salute? Solo una scusa» 9 Maltempo, Roma allagata Donna muore annegata in un galleria 10 Abruzzo, il Pdl festeggia la vittoria Astensione record, al voto solo 1 su 2
Considerando che siamo in un periodo di drammatica crisi economica, si perdono posti di lavoro, rischiamo di rimanere senza gas metano per via delle diatribe tra Russia ed Ucraina, assistiamo impotenti ad una guerra atroce che si sta consumando in Palestina, e intanto continuiamo ad avere, in Italia, un debito pubblico spaventoso e una classe politica che non riesce ad attuare le necessarie riforme per uscirne, non vi sembra che gli italiani siano un pò troppo distratti? La "distrazione" degli italiani e più in generale dell'essere umano, è una conseguenza o una causa di questa congiuntura negativa che stiamo vivendo? Voi che ne pensate? |
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| Proprietà intellettuale? |
| Inviato da Administrator il 02.01.09 (143 letture) |
 Il dibattito sulla proprietà intellettuale delle scoperte scientifiche torna sui principali forum di discussione. I punti di vista sono diversi, ma semplificando, da una parte c'è chi attribuisce al finanziatore della ricerca la piena proprietà di sfruttamento della scoperta, quindi il monopolio e dall'altra c'è chi osserva che il finanziamento sblocca soltanto l'ultimo passaggio della scoperta, la quale non sarebbe potuta avvenire se il ricercatore non avesse potuto apprendere le nozioni scientifiche note fino a quel momento, che a loro volta sono il risultato di un percorso millenario di studi e ricerche e quindi di proprietà pubblica. Il dibattito non è banale, perchè mentre la concezione privatistica delle scoperte, darebbe forti stimoli alle industrie private per investire sulla ricerca, la concezione universale delle scoperte permetterebbe al genere umano di beneficiarne maggiormente, sia per ciò che riguarda l'accessibilità che l'economicità. Voi che ne pensate? |
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| Da problema a risorsa? |
| Inviato da Administrator il 28.12.08 (172 letture) |
 Purtroppo negli ultimi mesi, la crisi economica ha costretto diverse aziende a ridurre il proprio personale e ricorrere alla mobilità e cassa integrazione. Noi ci auguriamo che tutti i lavoratori colpiti incontrino al più presto nuove opportunità lavorative. Nel frattempo ci chiediamo se non sia possibile utilizzare questa forza lavoro, comunque retribuita, per coprire tutte quelle mansioni, da quelle più semplici a quelle più complesse, che normalmente in una società, a causa dei ritmi di lavoro, non si possono curare o si curano poco e che invece potrebbero beneficiare ora di forza lavoro in abbondanza per smaltire lavoro arretrato o per offrire ulteriori servizi alla società. Tanti esempi. Alcuni: servizio di supervisione all'uscita delle scuole, nei musei, assistenza agli anziani, ai disabili, ai malati, nelle pubbliche amministrazioni, negli asili, negli ospedali, nell'assistenza al traffico, nei servizi a supporto dei canili, in azioni di sensibilizzazione per la raccolta differenziata, ecc.. Solo per fare degli esempi. Voi che ne pensate?
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| Cosa fare? |
| Inviato da Administrator il 27.12.08 (206 letture) |
 Nel corso dei decenni si è determinata via via una maggiore sensibilità verso la tutela degli animali. Grande merito va alle numerose associazioni che hanno lavorato molto per sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema, fino a poco tempo fa, ancora considerato di importanza ridotta. La legislazione ha timidamente accompagnato questo processo, ma mai lo ha anticipato. Ed oggi, ancora, in diverse parti del mondo, vengono perpetrate violenze inaudite su alcune specie animali, delle quali dovremmo vergognarci. Cosa possiamo e dobbiamo fare per migliorare questa situazione e giungere finalmente e realmente al riconoscimento degli animali come "portatori di diritti"? Voi che ne pensate? |
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| Efficacia o privacy? |
| Inviato da Administrator il 26.12.08 (164 letture) |
 Nessuno può negare che l'uso delle intercettazioni agevoli il lavoro delle forze dell'ordine, ma i rischi possono essere tanti: da un appiattimento verso questo strumento di indagine, ad una riduzione dello stato di privacy, diritto che deve essere riconosciuto ad ogni cittadino, al fine di conservare le libertà riconosciute dalla nostra costituzione. Dalla possibilità di cattive interpretazioni, al rischio che le intercettazioni finiscano sugli organi di stampa determinando gravi danni, specie a quelle persone, che solo dopo diversi mesi, se non anni, avranno la possibilità di dimostrare la propria estraneità al reato. E allora che fare? Voi che ne pensate? |
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| ABOLIRE E PRIVATIZZARE? |
| Inviato da Administrator il 21.12.08 (1247 letture) |
 Al di là dell'allarmismo scatenato dagli organi di stampa, specie dopo le tragedie avvenute l'anno passato, l'Italia, per quanto riguarda le morti bianche e la tutela dei lavoratori sul posto di lavoro, viaggia in linea con la media europea. Questo non toglie che si debba lavorare per migliorare ulteriormente la situazione. Una delle proposte è quella di abolire il monopolio Inail sulle coperture assicurative contro gli infortuni e le malattie professionali. I favorevoli dicono che i vantaggi sarebbero molteplici. Tra i quali il fatto che i privati, dovrebbero classificare con estrema accuratezza i rischi a cui sono esposti i lavoratori nelle aziende, in quanto sottostimandoli, perderebbero soldi e sovrastimandoli, clienti. In tal modo lo Stato potrebbe ridurre e focalizzare i propri controlli verso le imprese più a rischio e verso le "bad company", quelle che per l'elevato rischio connesso, non trovano imprese private disposte ad assicurarle. Voi che ne pensate? |
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| Quale fonte per il futuro? |
| Inviato da Administrator il 17.12.08 (186 letture) |
 Probabilmente il petrolio assicurerà il fabbisogno energetico ancora per diversi anni, ma i problemi connessi al suo utilizzo diventano sempre più pesanti. Dall'inquinamento atmosferico, all'effetto serra, al costo estremamente variabile, alla dipendenza energetica da paesi, politicamente non sempre molto stabili. Per il futuro, non si potrà non investire su altre fonti energetiche. Eolico, solare termico, solare termodinamico, moto ondoso, maree, nucleare. Tante le possibilità. Ma in realtà nessuna totalmente convincente. E allora che fare? Distribuire gli investimenti su più fonti oppure puntare decisamente su una di esse? Voi che ne pensate?
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| VOTO O NON VOTO? |
| Inviato da Administrator il 15.12.08 (149 letture) |
 Il vero protagonista delle elezioni regionali abruzzesi è stato il non-voto. I cittadini abruzzesi, specie in seguito alle ultime vicende giudiziare che hanno riguardato la politica locale, hanno preferito disertare le urne. Alcuni hanno ritenuto il non-voto l'unico comportamento consono a manifestare la totale disaffezione della popolazione verso l'insoddisfacente politica. Altri ritengono doveroso il voto, in quanto strumento di selezione della classe dirigente. Voi che ne pensate? |
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| ABOLIRLE SI O NO? |
| Inviato da Administrator il 14.12.08 (187 letture) |
 Nelle ultime settimane, si parla insistentemente di abolire le province. Una scelta difficile, che richiederebbe una totale redistribuzione dei compiti e delle competenze a livello di enti locali. Poi, si parla, anche, di abolire le comunità montane e favorire le città metropolitane. Ed infine molte agenzie regionali sono anche messe in discussione. Sull'esigenza di migliorare l'organizzazione attuale delle Stato, pochi hanno ancora dubbi, ma cosa fare prima? Scegliere la strada morbida o quella radicale del rinnovamento organico? E poi, quali sono le cose più urgenti da fare? Voi che ne pensate? |
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| LASCIA O RADDOPPIA? |
| Inviato da Administrator il 13.12.08 (137 letture) |
 Se è vero, come sembra, che fra 20 anni, il mercato dell'auto, sarà esclusiva dei mercati asiatici, è lungimirante investire così tanto denaro pubblico per cercare di salvare a tutti i costi le grandi società americane? Se ciò avverrà o viceversa non avverrà, come ne risentirà il mercato europeo? Voi che ne pensate?
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| Gestione pubblica o privata? |
| Inviato da Administrator il 10.12.08 (303 letture) |
 Accesibilità a tutti i cittadini, salubrità, economicità, disponibilità. Questi sono i requisiti irrinunciabili, quando si parla di gestione delle risorse idriche. Ma quale è la forma migliore di gestione. Tornare alla gestione pubblica oppure insistere sulla privatizzazzione di questo settore? Voi che ne pensate?
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| SCELTA DEFINITIVA? |
| Inviato da Administrator il 04.12.08 (205 letture) |
 Il bipolarismo sembra, oggi, definire il nostro attuale sistema politico. Dal 1994 ad oggi, a piccoli passi, siamo passati da un sistema politico dominato dalla democrazia cristiana, ad un nuovo ordine politico, ove i moderati d'Italia si sono scissi, sostanzialmente, in due blocchi ed hanno costruito alleanze strategiche con la nuova destra e la lega da una parte e con i partiti eredi della tradizione di sinistra dall'altra. In fondo, nel 1994 l'esigenza di cambiamento si è materializzata anche in questo. Oggi, a distanza di 14 anni, siamo soddisfatti? Il bipolarismo ha prodotto semplificazione, stabilità, governabilità? C'è attualmente sufficiente pluralità di voci in parlamento? In sostanza, è una scelta definitiva per il nostro paese? Voi che ne pensate? |
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| NEL SETTORE DEI TRASPORTI, A CHE PUNTO SIAMO? |
| Inviato da Administrator il 03.12.08 (177 letture) |
 Come primo argomento vorremmo parlare di liberalizzazioni, in particolare nel settore dei trasporti, per capire a che punto ci troviamo, quali sono stati i vantaggi finora e quali le prospettive per il futuro. Se lo gradite, quindi, attendiamo con interesse il vostro contributo sul tema e nella speranza di riuscire a coinvolgervi nella nostra iniziativa, vi salutiamo cordialmente. |
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